INTERVISTA IMPOSSIBILE A ... GIORGIA MELONI

Incontro la vincitrice delle elezioni del 25 settembre scorso in una tiepida mattina romana di inizio ottobre. Giorgia Meloni mi ospita nel suo ufficio al sesto piano di Palazzo Montecitorio, sede la Camera dei deputati della Repubblica Italiana.

Nata a Roma il 15 gennaio 1977, dopo il liceo linguistico Meloni diventa giornalista e si impegna presto in politica. Tra qualche settimana potrebbe essere la prima Presidente del Consiglio italiano donna.


L’emozione di incontrarla aumenta man mano che vengo accompagnato verso il suo ufficio. 

L’ansia si stempera quando la porta si apre e mi invita dentro. I suoi modi sono gentili e accoglienti.

Non ha molto tempo da dedicarmi, quindi inizio subito con le domande.


Onorevole, come mai ha deciso di dedicare la sua vita alla politica?

Ho iniziato a impegnarmi in politica a 15 anni, perché volevo costruire un futuro migliore per la mia nazione dopo la strage di via D'Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino.

Ricordo benissimo quel 19 luglio del 1992. Ero in casa con mia madre, in una giornata caldissima. Le immagini della devastazione in tv accesero qualcosa dentro di me. Da quel giorno in poi tutto è cambiato. La lotta alla mafia è una delle ragioni per cui ho deciso di iniziare a fare politica.


Come ha fatto a entrare in politica?

Ho iniziato a seguire i comizi dei politici durante le manifestazioni nelle piazze.

Un giorno, ho ascoltato un discorso di Marco Marsilio, attuale Presidente della Regione Abruzzo, e mi sono illuminata. All’epoca Marco era vicepresidente di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale.   

Le sue idee mi piacevano e mi sono fatta avanti.

Ho fondato il coordinamento studentesco "Gli Antenati" e nel 1996 sono diventata responsabile nazionale di “Azione Studentesca”, il movimento studentesco di Alleanza Nazionale.


Quali idee l’hanno ispirata?

Le idee di nazionalismo e conservatorismo. Da subito volevo difendere i diritti degli italiani, la loro cultura e tradizioni.

Ho sempre pensato che bisogna rimettere al centro la sovranità della nostra Nazione e ci si deve occupare della difesa degli italiani, dei nostri prodotti, delle nostre famiglie e del nostro orgoglio.


Da che cosa erano minacciati gli italiani?

Da quello che ancora oggi continua a minacciarli: la criminalità, le ingiustizie, l’assistenzialismo e l’immigrazione illegale.


Che cosa intende per assistenzialismo?

L’eccessivo intervento dello Stato nella vita delle persone. Ognuno deve essere essere libero e indipendente, senza contare sull’aiuto dall’alto.


Per questo è contraria al reddito di cittadinanza?

Sì. Voglio che la gente sia libera e non dipenda dall'assistenzialismo politico, dalle mancette elettorali per le quali poi quando si va al voto non si è liberi di votare perché si perde il sussidio.


Tra le minacce agli italiani, ha elencato anche l’immigrazione illegale. Perché?

L’immigrazione illegale minaccia la qualità della vita dei cittadini italiani. 


Come si può risolvere questo problema?

Per risolvere il problema,bisogna sorvegliare i confini nazionali ed europei, sia con il controllo delle frontiere sia con il blocco degli sbarchi.

L’immigrazione illegale di massa piace alla criminalità organizzata, ai trafficanti di esseri umani e a chi lucra sui disperati, non a chi difende la legalità, la sicurezza e la dignità di ogni essere umano. Fermare le partenze dei barconi, in accordo con le autorità nordafricane, è l’unica strada per ripristinare il rispetto delle regole e fermare le morti in mare.

Inoltre, tra i migranti ci sono molti musulmani che pensano di portare la guerra santa in Italia e islamizzare l’Europa.


Qual è il significato della lettera araba Nun ن accanto al suo nome nel suo account Twitter?

Ho messo questa lettera accanto al mio nome in solidarietà con i cristiani massacrati da Isis. La lettera araba è la N, con la quale i fondamentalisti marchiano gli infedeli.


Conferma la sua contrarietà alla legge sullo ius soli? 

La cittadinanza italiana non può essere in alcun caso un automatismo: va meritata e concessa solo a chi ama e rispetta la nostra cultura e la nostra identità.

Chi nasce in Italia non può prendere automaticamente la cittadinanza italiana.

Si potrebbe invece valutare uno ius culturae, ma non può bastare un ciclo scolastico di cinque anni o un corso di formazione di tre per pensare che un giovane straniero sia integrato in Italia. L'influenza familiare e di contesto, in particolare per i giovani musulmani, è particolarmente forte e incisiva. Basta guardare la Francia per rendersi conto che la cittadinanza facile non ha prodotto maggiore integrazione. Anzi, oggi seconde e terze generazioni di stranieri vivono una condizione di separazione dal resto della società.


Nel 1998, a soli 21 anni, è eletta consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002.

Nel 2006, a 29 anni, viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista di Alleanza Nazionale e dal 2006 al 2008 è Vicepresidente della Camera dei Deputati.

L’avrebbe mai detto di entrare così presto nelle sedi del potere politico italiano?

No, ma sapevo che con l’impegno, lo studio e la determinazione avrei raggiunto i miei obiettivi.


Come mai ha deciso di non festeggiare la vittoria alle scorse elezioni politiche?

Subito dopo la nottata elettorale sono scappata via da tutto e da tutti per stare qualche ora accanto a mia figlia. Sono molto attaccata alla mia famiglia.

In casa mia siamo tutte donne. Mia madre è forte e coraggiosa: ha cresciuto me e mia sorella da sola.


A proposito di donne, perché è contraria alle quote rosa?

Perché le donne devono competere ad armi pari con gli uomini.

Sicuramente c’è una discriminazione tra uomini e donne. Gran parte della gestione del familiare ricade sulle donne e non ci sono servizi adeguati, per cui le donne fanno fatica a partecipare alla vita politica come gli uomini.

Ma la quota, cioè garantire una percentuale minima di posti alle donne nelle liste elettorali o nelle aziende, non sempre significa favorire davvero le donne che se lo meritano.

Io credo fermamente in questa regola: non ti regala niente nessuno. Se parti dall'idea che qualcuno ti debba regalare qualcosa, già non riesci a dimostrare quello che vali.


Lei potrebbe diventare la prima donna in 76 anni di storia repubblicana Presidente del Consiglio. Come si farà chiamare? La premier invece che il premier, Prima ministra e non primo ministro?

Non mi sono posta il problema. L’importante sono i fatti.


Recentemente si è dibattuto molto sulle sue idee sull’aborto. Che cosa intende quando dice che “applicherà tutta la legge 194”?

Significa che la legge 194 va applicata a partire dalla parte rimasta disattesa sulla prevenzione. Intendo istituire un fondo per rimuovere le cause economiche e sociali che possono spingere le donne a non portare a termine la gravidanza. E voglio anche sostenere i Centri di aiuto alla vita, che fanno un lavoro straordinario e accompagnano le donne nelle loro scelte.


Rimanendo nel campo dei diritti civili, conferma la sua contrarietà all’adozione da parte delle coppie omosessuali?

Non sono d’accordo sulle adozioni da parte di coppie omosessuali perché penso che ai bambini già in difficoltà bisogna garantire il massimo.

In merito alle unioni civili, anche io penso che siamo tutti uguali e tutti Fratelli e che ciascuno abbia diritto ad amare chi vuole, e che lo Stato debba farsi i fatti suoi. Oggi ci sono le unioni civili e in Italia puoi tranquillamente legarti ufficialmente con chi vuoi; non proporrei di togliere questo diritto.


Nel 2008, è stata ministro senza portafoglio per le politiche per i giovani e ministro senza portafoglio della gioventù durante il governo Berlusconi. Che cosa farà il suo eventuale governo per loro?

Io vorrei più sport nelle scuole, con nuovi impianti, piscine e palestre. Piena e completa possibilità di acquisto e utilizzo dei libri di testo in formato elettronico per diminuire il costo sostenuto dalle famiglie. Avviare un confronto con il mondo della scuola al fine di verificare la praticabilità di ridurre di un anno il percorso di studio scolastico, per consentire ai giovani italiani di diplomarsi a 17-18 anni e accedere così prima al percorso universitario o al mondo della formazione professionale e del lavoro. Colmare il divario tra domanda di lavoro e offerta scolastica, favorendo la formazione di tecnici specializzati.

Inoltre, bisogna tutelare le scuole paritarie e la libertà di scelta educativa delle famiglie, anche attraverso l’introduzione di voucher da poter spendere liberamente nelle diverse strutture scolastiche.


Quali saranno i primi provvedimenti del suo governo?

Il primo provvedimento del nuovo governo sarà il quarto decreto Aiuti, che vedrà la proroga di quasi tutte le misure messe in campo dal governo Draghi per aiutare i lavoratori italiani.

Poi utilizzeremo i 20 miliardi circa non ancora spesi dei fondi strutturali europei per coprire il costo del disaccoppiamento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili dal prezzo del gas.

Inoltre, porteremo avanti la proposta di mettere subito mano a una tregua fiscale per le cartelle da mille a 3.500 euro, con una creazione di gettito immediato, che potrebbe essere utilizzato per finanziare spese una tantum, come quelle del caro bollette.


Qualora diventasse Presidente del Consiglio, le difficoltà da affrontare sarebbero molte anche in campo internazionale. Come potrebbe cambiare il ruolo dell’Italia in Europa?

Bisogna ridare all’Italia il ruolo che le spetta nel contesto internazionale ed essere protagonista in Europa come la Germania e la Francia.

Se le democrazie occidentali saranno compatte e unite, si potrà affrontare seriamente la minaccia della Federazione Russa. Come ho detto il 4 ottobre al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, il mio eventuale governo confermerà il pieno sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino. La dichiarazione di annessione di quattro regioni ucraine da parte della Federazione Russa non ha alcun valore giuridico e politico.


Grazie per il tempo che mi ha dedicato. Buon lavoro.


Fabrizio Rosasco
Referente del progetto Dia.Pa.So.N.

Commenti

  1. Inervista impossibile equilibrata, non faziosa. Vai avanti, Fabrizio!

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