INTERVISTA IMPOSSIBILE A ... JOE BIDEN

“Per la prima volta dai tempi della crisi dei missili a Cuba c'è la minaccia di un 'Armageddon' nucleare. Putin non scherza quando parla del possibile uso di armi nucleari, chimiche o biologiche, perché il suo esercito è in difficoltà.”
Così ha dichiarato Joe Biden ad un evento di raccolta fondi per il partito democratico ospitato nella residenza di James Murdoch, uno dei figli del magnate dei media.

Confido che incontrare alla Casa Bianca uno degli uomini più potenti del Mondo permetta di capire meglio come mai il Mondo sta rischiando una tragedia simile.

Nato a Scranton, in Pennsylvania, il 20 novembre 1942, dal 20 gennaio 2021 è il 46º presidente degli Stati Uniti d'America.

Presidente, come mai ha deciso di dedicare la sua vita alla politica?
Negli anni Settanta, il panorama politico americano era stantio, mentre i problemi della società erano molti. Gli afroamericani non avevano gli stessi diritti dei bianchi, la guerra del Vietnam stava provocando morte e distruzione. Bisognava mettere in campo idee nuove.
I miei genitori mi hanno sostenuto e ho potuto studiare e laurearmi in scienze politiche nel 1965 all’Università di Newark. Poi mi sono specializzato in legge a Syracuse, nello Stato di New York, e sono stato ammesso nell’albo degli avvocati nel 1969. 
Prima di iniziare la sua carriera politica ho esercitato per alcuni anni la professione di avvocato. Nel 1972, a 29 anni, fui eletto per la prima volta al Senato federale, in rappresentanza del Delaware.
Da senatore, mi sono occupato principalmente di politica estera e giustizia. 

Quali idee politiche l’hanno ispirata?
Mi sono ispirato al modello laburista di Neil Kinnock, segretario del Partito laburista britannico nel 1983, che avvicinò il Partito laburista alle socialdemocrazie europee e inaugurò una politica filoeuropeista. In questo modo unì la concezione socialista al liberalismo europeo. Inoltre, aveva una spiccata attenzione alle questioni del disarmo nucleare e dei diritti sindacali e socio-sanitari.

Infatti, nel suo periodo al Congresso si batté per i diritti delle persone più in difficoltà, per garantire servizi scolastici migliori, per mettere al bando farmaci pericolosi. Inoltre si fece notare per la sua capacità di tessere relazioni lavorative con i suoi colleghi senatori dello schieramento repubblicano, cercando sempre soluzioni bipartisan. Di quali è più fiero?
Ricordo con orgoglio i disegni di legge favorevoli ad accelerare il superamento della segregazione razziale che ho presentato durante i miei primi anni di attività.
Poi, alcune misure in materia di contrasto al traffico di droga e la prevenzione del crimine, quando dal 1987 al 1995 sono stato a capo del comitato per la Giustizia di Capitol Hill.

Invece, di quali iniziative da lei sostenute si è poi pentito?
Dopo l’elezione di Bill Clinton, collaborai alla scrittura della controversa legge sul crimine del 1994 che portò a pene detentive più severe per vari crimini, specialmente quelli riguardanti lo spaccio di droga. Tale legge all’epoca venne salutata come un grande passo in avanti nella lotta contro gli stupefacenti. Tuttavia la riforma portò a un aumento degli arresti fra gli afroamericani. 
Anni dopo, anche Hillary Clinton chiese scusa alla comunità afroamericana, dichiarando che fu un errore appoggiare quella legge.

Quando nel 2009 Obama lo nominò Vice presidente, gli diede grande importanza, facendolo diventare un suo stretto consigliere e dandogli l’incarico di far passare e supervisionare il grande piano economico di contrasto alla crisi economica del 2008. il vostro rapporto è sempre stato positivo?
Con Obama ho mantenuto sempre ottimi rapporti. Il Presidente mi consultava spesso per seguire la questione della guerra in Iraq fino al ritiro delle truppe nel 2011 e mi chiedeva di negoziare tra le parti democratiche e repubblicane, in virtù della mia lunga esperienza accumulata al Senato.

Nonostante nel suo discorso da neo presidente, il 20 gennaio 2021, abbia dichiarato di sostenere i caratteri tipici della cultura democratica americana fondata sul dialogo, sulla promozione dei diritti umani e sul rispetto della dignità della persona, dissociandosi completamente dall’amministrazione Trump, recentemente ha confermato che gli Stati Uniti invieranno un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina, dal valore complessivo di 625 milioni di dollari, che include nuovi sistemi missilistici Himars, munizioni e veicoli corazzati.
L’invio delle armi in Ucraina è l’unica soluzione al conflitto?
Purtroppo, in questo momento, il dialogo con Putin è sospeso.
Sono convinto che se avessimo lasciato andare Putin in Ucraina, non si sarebbe fermato.
Cosa sarebbe successo se la potenza più forte, la Nato, non fosse intervenuta di fronte all'aggressione russa di oltre 100 mila soldati che marciano attraverso il confine per tentare di occupare e spazzare via la cultura di un intero popolo? Temo che avremmo visto il caos in Europa.

Quale sarà la posizione degli Stati Uniti rispetto alla situazione in Ucraina?
Gli Stati Uniti onoreranno sempre i confini internazionalmente riconosciuti dell'Ucraina e continueremo a sostenere i suoi sforzi per riprendere il controllo dei suoi territori rafforzando la sua mano militarmente e diplomaticamente.
Come ha dichiarato anche il Segretario di Stato americano Antony Blinken, quando la Russia dimostrerà seriamente di essere disposta a intraprendere la strada del dialogo, noi saremo pronti. Noi ci saremo.

Il 7 Febbraio 2022 lei ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz alla Casa Bianca e ha detto: “Se la Russia continua a invadere l’Ucraina, allora non ci sarà più neanche il Nord Stream 2. Gli Stati Uniti metteranno fine al progetto”. 
Dal 29 settembre scorso, le fughe di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e 2 continuano, la tensione internazionale cresce e si ipotizza che il danneggiamento alle strutture sia stato volontario. 
Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, parla di un “tentativo di destabilizzare ulteriormente l'approvvigionamento energetico dell'Ue”, mentre il Putin definisce “stupido e assurdo” incolpare la Russia.
Chi è il colpevole delle falle nei gasdotti Nord Stream 1 e 2, che potrebbero impedire per sempre l’arrivo in Germania del gas russo?
Le fughe di gas dal Nord Stream sono state causate da un attacco deliberato. Quello che dice Putin sono solo bugie. Gli Usa e i loro alleati scopriranno quello che è successo al gasdotto.

Si candiderà nel 2024 per un secondo mandato da Presidente?
È troppo presto per questo tipo di decisioni. 

Quali saranno i suoi futuri obiettivi?
Continuerò a impegnarmi per costruire un’economia che premia il lavoro, non solo la ricchezza.
Cercherò di aumentare i finanziamenti per le scuole nelle aree a basso reddito e sosterrò i diritti dei più deboli. Inoltre, insisterò sulle misure contro i cambiamenti climatici.
Rimarrò in linea con quanto la mia amministrazione sta già facendo. Lo scorso agosto è stato approvato l’Inflation Reduction Act, che include uno stanziamento da circa 370 miliardi di dollari per combattere il cambiamento climatico e un’altra pioggia di fondi per ridurre il costo dei medicinali.

Perché ha ripristinato l’Obamacare e i fondi federali per le ong favorevoli all'aborto?
La riforma Obamacare è stata progettata durante l’amministrazione Obama per incrementare la qualità e la diffusione della copertura sanitaria. In base alle sue disposizioni, ogni stato federale deve erogare sussidi per permettere a tutti di accedere a una polizza; nessuna assicurazione può negare la polizza in base allo stato di salute del paziente e le aziende con più di 50 dipendenti hanno l’obbligo di assicurare a proprie spese una parte maggioritaria dei lavoratori.Nel 2010 Trump l’ha annullata.
Senza questa riforma, un singolo trasporto in ambulanza può costare alla persona in necessità tra i 400 e 1200 dollari! È un’ingiustizia.
Siamo nel mezzo di una pandemia e vogliamo garantire a tutti coloro che ne hanno bisogno che avranno la copertura sanitaria.
Anche l'eliminazione del diritto riconosciuto all’aborto ha avuto implicazioni devastanti per la salute delle donne e per la salute pubblica in senso più ampio.
Dobbiamo riparare ai danni fatti da Trump in ambito sanitario, soprattutto per quel che riguarda la salute delle donne.

Perché ha recentemente dato la grazia a migliaia di americani in carcere per possesso di marijuana?
Come ho detto spesso durante la mia campagna presidenziale, nessuno dovrebbe essere in prigione solo per aver usato o posseduto marijuana. Mandare persone in prigione per possesso di marijuana ha sconvolto troppe vite e incarcerato persone per comportamenti che molti Stati non proibiscono più.
Le leggi sulla marijuana non funzionano, e ho deciso di agire. I bianchi e le persone di colore fanno uso di marijuana allo stesso modo, tuttavia le persone di colore sono state arrestate, processate e condannate in modo sproporzionato.
Purtroppo questa svolta non servirà ad annullare le gravi conseguenze che discendono da una pena del genere come l’impossibilità per il condannato di ottenere una casa, un lavoro, un’istruzione.

Gli Stati Uniti manterranno il loro ruolo di primo piano nel Mondo?
L’America rimarrà leader nel Mondo. L’America è tornata, dopo anni di politica isolazionista.
Sulla scena economica non sarà più la sola Cina a dettare le regole.
Lo scorso maggio, a Tokyo ho lanciato l'Indo-Pacific Economic Framework (Ipef), l'ambizioso piano di investimenti e rafforzamento dei rapporti commerciali che punta ad aumentare la presenza Usa nell'area indo-pacifica e contrastare l’influenza cinese.
Stiamo scrivendo le nuove regole per l'economia del 21° secolo. Aiuteremo tutte le economie a crescere più velocemente e in modo più equo.
Alla nuova partnership economica hanno aderito 13 Paesi, tra cui Giappone e India, ma anche Corea del Sud, Australia, Brunei, Indonesia, Malesia, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam: circa il 40 per cento del Pil mondiale.

Improvvisamente un collaboratore del Presidente gli sussurra qualcosa all’orecchio. 
Probabilmente gli sta ricordando un impegno improrogabile.
Ci salutiamo e lo ringrazio per il tempo che mi ha dedicato.

Fabrizio Rosasco 
Referente del progetto Dia.Pa.So.N.

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