Esistono gli italiani?
Ogni giorno centinaia di migranti lasciano il loro territorio e partono con la speranza di un futuro migliore.
Le motivazioni sono tante: c’è chi lascia il proprio paese per fuggire dalla guerra, chi per la scarsa disponibilità di beni alimentari, chi per una politica severa e ingiusta, che per un'economia in crisi.
Per loro, i viaggi verso un nuovo futuro sono spesso drammatici, pieni di paura, di angoscia, di freddo pungente e di caldo soffocante, ma la speranza li tiene vivi, crescendo in ognuno di essi il desiderio di una nuova vita, di occasioni di ricominciare.
Pochi giorni fa sono il Governo italiano ha respinto centinaia di migranti con la scusa principale che “vengono a rubare il posto” agli italiani in più campi lavorativi.
Allora sorge spontanea la domanda: “Esistono veramente gli italiani? C’è davvero, in Italia, chi si può definire italiano a tutti gli effetti e chi no?”
La risposta è no. Italiano è chi abita in Italia. Proprio come un “russo” o un “inglese” abitano rispettivamente in Russia ed in Inghilterra.
Indipendentemente dalla razza, dalla cultura, dalla provenienza, dalla religione e dalla lingua, italiano è chi vive in Italia.
Non tutti però la pensano così e molti hanno una mentalità un po' chiusa!
C’è chi sostiene che “italiano” indichi una provenienza puramente italiana, che quindi un italiano debba avere tutti e due i genitori italiani.
L’Italia è un paese pieno di vita e molto bello in cui viverci ma è ancora un paese in cui:
- molte persone Lgbtq hanno paura di poter esprimere se stesse;
- i loro parenti hanno paura che possano tornare a casa feriti o che non ci tornino proprio;
- fin da piccoli ci insegnano ad aiutare gli altri, ma poi si respingono i migranti o si gira la testa dall'altra parte di fronte ai problemi.
Tornando al tema, nessuno può dirsi italiano al 100% perché da sempre nella storia le persone sono state costrette ad emigrare e l'Italia è un punto di passaggio tra il Nord Europa e l'Africa e tra il Vicino Oriente e l'Europa occidentale.
Chissà se un giorno il nostro Paese capirà che bisogna cambiare mentalità e che TUTTI abbiamo in comune la stessa origine: come sostengono gli scienziati, l'evoluzione dell'uomo è iniziata in Africa e da lì si è diffusa in tutto il Mondo.
Come si legge nel catalogo della mostra "Homo sapiens", curato da Telmo Pievani e Luigi Cavalli Sforza: "Si parla di razza di fronte a popolazioni (animali) geneticamente distinte, poco mobili e con stabili separazioni geografiche interne, tali da poter parlare di isolamento riproduttivo. La specie umana (Homo sapiens) è invece giovane dal punto di vista evolutivo, molto mobile e promiscua.
Lo studio del Dna ci ha consentito di stabilire che la differenza genetica media è maggiore all’interno di una stessa popolazione, con una percentuale dell’85%, rispetto a popolazioni differenti in cui è pari al 15%."
Bisogno essere fieri non del proprio DNA, ma delle proprie azioni.
Bisogna essere fieri di essere italiani per le meravigliose opere artistiche e le straodinarie scoperte scientifiche qui realizzate, avendo l'obiettivo di migliorare ed essere un buon esempio per gli altri. Bisogna ascoltare le idee di tutti e rispettarsi a vicenda.
Gli italiani si distinguono non per le loro origini genetiche, ma per le azioni che commettono gli uni verso gli altri e che mettono in mostra la loro creatività.



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