INTERVISTA IMPOSSIBILE A ... Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī
Il 20 novembre 2022, giorno della cerimonia inaugurale dei Mondiali di calcio, arrivo a Doha, la capitale del Qatar. Per la prima volta questo evento calcistico si gioca nel Medio Oriente e in inverno boreale.
La città è avveniristica. In arabo, il suo nome significa “il grande albero”.
L’atmosfera è cosmopolita: ci sono persone da tutto il mondo.
Mi reco nel sontuosissimo palazzo reale per incontrare l’emiro Tamim bin Hamad Al Thani.
Nato il 3 giugno 1980 a Doha, egli è il quarto figlio dello sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani e il secondo figlio di Mozah bint Nasser al-Missned, seconda moglie di Hamad. Tamim ha ricevuto la sua formazione presso la Sherborne School nel Dorset nel Regno Unito. Ha poi frequentato la Royal Military Academy Sandhurst, la stessa accademia dove il principe William ha ricevuto la sua formazione, laureandosi nel 1998.
Il 25 giugno 2013 Tamim, secondo comandante delle forze armate, è diventato l'emiro del Qatar.
Secondo le fonti diplomatiche vicine alla famiglia Al Thani, Tamim ha "una forte personalità", che gli ha permesso di "stabilire se stesso all'interno della famiglia regnante".
È descritto come amichevole, fiducioso e aperto, ma anche come esperto, attento, e calcolatore.
Sua Altezza Reale, Lei è stato il primo degli ultimi tre emiri a salire al potere senza un colpo di Stato. II suo regno rappresenta una svolta nella storia del Qatar?
Il Paese sta cambiando grazie agli investimenti nello sport e nell’educazione.
Nel 2006 ho presieduto il comitato organizzatore dei Giochi asiatici di Doha e poi ho raddoppiato gli sforzi per far sì che il mio Paese ospitasse anche i Campionati mondiali di nuoto in vasca corta nel 2014, i Campionati mondiali di atletica leggera nel 2019 e i Campionati mondiali di nuoto nel 2024.
Inoltre, ritengo che l’educazione sia fondamentale. Lo dimostrano i nostri numerosi musei, come il National Museum of Qatar e il Doha Museum of Islamic Art, e l’acquisto di opere di artisti come Jeff Koons, Damien Hirst, Andy Warhol e Richard Serra.
Dal 2009, Doha è sede dell'annuale congresso World Innovation Summit for Education, l’organizzazione che si propone di ispirare cambiamenti creativi nel campo dell'istruzione.
Aperto al pubblico nell'anno 2019, la struttura del National Museum è stata ispirata dalla rosa del deserto trovata in Qatar. [NdR]
Il protagonismo del Qatar nello sport è oggetto di aspre polemiche.
Alla vigilia della partita inaugurale, durante la conferenza stampa di Gianni Infantino, presidente della FIFA dal 26 febbraio 2016, ha risposto così alle critiche sul mancato rispetto dei diritti civili in Qatar: "Oggi ho belle sensazioni. Mi sento Qatari, africano, arabo, migrante, gay. Sono un figlio di lavoratori migranti. I miei genitori hanno lavorato molto duramente e in difficili condizioni. Ricordo come gli immigrati venivano trattati alle frontiere, quando volevano le cure mediche. Quando sono diventato presidente della Fifa, ho voluto vedere qui le sistemazioni dei lavoratori stranieri e sono tornato alla mia infanzia. Ma come la Svizzera a poco a poco è diventata un esempio di integrazione, così sarà per il Qatar".
Successivamente, Bryan Swanson, il capo ufficio stampa della Fifa, ha fatto coming out: "Sono qui in Qatar e sono gay".
Come risponde Lei a queste insinuazioni?
Come ha detto Infantino, il cambiamento deve essere graduale: “come la Svizzera a poco a poco è diventata un esempio di integrazione, così sarà per il Qatar”.
Segnalo che Gianni Infatino ha inviato una lettera alle trentadue federazioni che parteciperanno al mondiale chiedendo loro di mettere da parte la politica e concentrarsi sul calcio. Solo dieci federazioni hanno risposto pretendendo un ulteriore sforzo in difesa dei diritti umani da parte della Fifa.
Si, solo dieci federazioni hanno preteso che la Fifa crei un centro permanente che si occupi di diritto del lavoro e un fondo di compensazione per i lavoratori migranti e le loro famiglie.
Molte persone infatti vengono in Qatar a lavorare e molte sono morte proprio nei cantieri di costruzione degli stadi e le loro famiglie, originarie di quei paesi che hanno taciuto, non possono contare sui propri governi per chiedere giustizia o un trattamento migliore.
Sua Altezza, è vero che in Qatar non sono rispettati i diritti umani dei lavoratori?
Il mio Paese è diffamato.
La campagna contro il Qatar, secondo cui il Qatar ha ottenuto l'assegnazione dei Mondiali 2022 in modo controverso, è stata ampliata con invenzioni feroci e fantasiose.
Ricordo che in Qatar è stato introdotto per legge il salario minimo, cosa che non avete in Italia.
Delle federazioni che non hanno risposto al messaggio di Fantino, nessuna è africana.
Molti di questi paesi hanno essi stessi questioni irrisolte rispetto ai diritti umani e hanno grandi interessi commerciali col Qatar.
Come spiega Alia Alex Cizmic nel suo articolo “Perché l’Africa sorvola sui diritti violati in Qatar" nell’edizione di venerdì 18 novembre 2022 di “Scenari”, sono emblematiche alcune situazioni: dal 2017 il Camerun è protagonista di un sanguinoso conflitto interno con le regioni anglofone dell’ovest; nel corso del 2022 Ghana e Senegal hanno vissuto giorni di proteste violentemente represse; il Marocco sta portando avanti una repressione decennale nei confronti del Sahara occidentale e la Tunisia sta restringendo le libertà dei suoi cittadini. Proprio questi ultimi due paesi hanno solide relazioni con il Qatar, che è rispettivamente il quinto e secondo investitore in Marocco e in Tunisia e sono migliaia i cittadini di entrambi i paesi che vivono in Qatar. [NdR]
Il Qatar è un piccolo paese di 11.586 km² con soli 333mila abitanti. Come è stato possibile che venisse scelto per ospitare i mondiali di calcio?
Il mio paese è impegnato in una serie di riforme volte ad ammodernare il mercato del lavoro, mediante il recepimento degli standard a tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori previsti dalle principali convenzioni internazionali, quali la “Convenzione sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici” dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e la “Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale”.
Il Qatar ha buone relazioni con molti paesi del mondo e mostra come solo la collaborazione e il dialogo tra Stati possano portare alla pace e al benessere.
Il Qatar è l’unico stato sunnita del Golfo Persico a intrattenere buone relazioni con l’Iran sciita, con cui condivide il South Pars, il più grande giacimento di gas al Mondo.
Diversamente dalla confinante Arabia Saudita e dalle altre monarchie assolute della zona, il Qatar è una monarchia costituzionale e aderisce alla Fratellanza musulmana, una formazione politica che si richiama al dovere di fedeltà ai valori islamici tradizionali.
Il Qatar ha il 13% delle riserve di gas mondiali ed è uno dei primi cinque paesi più ricchi per Pil pro capite.
La casa regnante del Qatar ha scelto di allearsi con gli Stati Uniti d’America dal 1992. A Doha è stanziato il principale quartier generale del Comando centrale militare USA, il più grande dell'intero Medio Oriente.
Gli accordi di Doha del 29 febbraio 2020 tra la fazione afghana dei Talebani e gli Stati Uniti d'America di Trump, per il totale ritiro delle forze armate statunitensi dal Paese entro il 31 agosto del 2021, coronano un percorso ultraventennale che vede il piccolo stato del Qatar protagonista nel Mondo. [NdR]
Nel 2017 i paesi del Golfo l’hanno accusata di finanziare il terrorismo. È vero che il Qatar ha finanziato la Primavera araba e le rivolte?
L’embargo diplomatico ed economico imposto nel 2017 dall’Egitto, dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Bahrein al Qatar, accusato di sostenere il terrorismo dei Fratelli musulmani e l’Iran, è stato revocato nel gennaio del 2021.
Doha ha sempre respinto con forza tali accuse prive di fondamento.
“Primavera araba” è un termine di origine giornalistica, utilizzato per lo più dai media occidentali, per indicare una serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 nei paesi arabi e che ancora oggi agitano quelle società.
I fattori che hanno portato alle proteste comprendono la corruzione, l'assenza di libertà individuali, la violazione dei diritti umani e la mancanza di interesse per le dure condizioni di vita che in molti casi rasentano la povertà estrema. [NdR]
Qual è la posizione del Qatar nel drammatico scenario della guerra in Ucraina?
Ho lanciato un appello urgente a Russia e Occidente per la fine del conflitto.
Seppur ricco di materie prime, il Qatar non può sopperire da solo alle richieste europee di gas ed energia, dopo il crollo nelle forniture di Mosca in risposta alle sanzioni di Bruxelles per la guerra in Ucraina.
L’impatto della guerra è pesante.
Vogliamo aiutare l’Europa, e forniremo gas negli anni a venire, ma non è vero che siamo in grado di sostituirci al gas russo.
Il Qatar svolge un ruolo importante nel settore energetico. Spediamo il nostro gas a numerosi clienti in tutto il mondo, dall'Argentina al Giappone.
Si deve essere cauti rispetto alle tipologie di sanzioni adottate, perché possono complicare la situazione al mondo intero.
Tutti soffrendo per la situazione, sia in termini di energia che di cibo. Ecco perché dobbiamo porre fine a questa guerra in Ucraina.
Il suo incontro con Putin lo scorso ottobre ha fatto scalpore: il Qatar è uno dei pochi paesi al Mondo che continua a intrattenere rapporti con la Russia e mantiene allo stesso tempo buoni rapporti con l’Occidente.
Perché non interrompe le sue relazioni con Putin?
Perché sono indispensabili per non peggiorare la difficile situazione globale.
Il dialogo con tutti gli attori della scena internazionale dimostra che il Qatar ne è un protagonista essenziale.
Ancora lo scorso 18 novembre Putin e io ci siamo sentiti al telefono, per discutere questioni urgenti di cooperazione commerciale ed economica bilaterale, compresa l'ulteriore attuazione di progetti congiunti nei settori degli investimenti e delle infrastrutture. È stato confermato l'interesse reciproco nel continuare la collaborazione nel settore energetico al fine di garantire il necessario equilibrio e stabilità nel mercato globale del gas.
Inoltre, dopo il grande successo della Russia nell'organizzazione della Coppa del Mondo 2018, gli amici russi hanno fornito un grande supporto al Qatar, soprattutto in termini di organizzazione. Per questo, li ringraziamo e siamo orgogliosi di questa relazione.
Prima di salutarci, vorrei chiederle se ci saranno cambiamenti anche in merito ai diritti delle donne.
Anche in questo campo, la situazione sta cambiando.
Nel paese vige il suffragio universale dal 1999 e il tasso di occupazione femminile è al di sopra della media mondiale, nonché tra i più alti del mondo arabo, una conseguenza del sempre più crescente numero di donne che accedono ad un'istruzione di livello accademico.
Ho tre moglie e tutte mi sostengono nelle scelte politiche.
La mia prima moglie ha lavorato a diverse iniziative a sostegno delle atlete del Qatar.
Mia madre, Moza bint Nasser al-Missnedla, è dottoressa honoris causa di cinque università (tra cui la Georgetown University) ed è da sempre impegnata in progetti sociali ed educativi, in Qatar e nel mondo. È stata anche inviata speciale per l'UNESCO. Presiede inoltre il Fashion Trust Arabia (FTA), dedicato alla promozione della moda nel mondo arabo.
Quest'ultima organizzazione è co-presieduta da mia sorella Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani.
Mentre io riverso gran parte dei miei investimenti nello sport, Al-Mayassa fa lo stesso nell'arte, spendendo circa 1 miliardo di euro all'anno per l'acquisto di opere d'arte (nel 2015 ha comprato un dipinto di Gauguin per 300 milioni di euro, NdR), per cui è stata nominata da “ArtReview” la donna più potente del panorama artistico mondiale. È presidente del Qatar Museums, responsabile di gioielli architettonici e culturali come il National Museum of Qatar e il Doha Museum of Islamic Art.
L’emiro Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī ha tre mogli (secondo la legge islamica potrebbe averne fino a quattro, purché provveda alle necessità finanziarie di tutte e le tratti in modo equo) e 13 figli (sette maschi e sei femmine). Uno di loro, quando sarà maggiorenne, sarà designato dal padre come successore. [NdR]
Le domande che avrei voluto fare sarebbero state ancora tante, ma il tempo concessomi dall’Emiro è volato via.
Lo saluto nella speranza che le sue promesse saranno mantenute e in Qatar si sviluppi una società più rispettosa dei diritti civili.
A intervista conclusa, leggo la notizia che la regia internazionale ha oscurato la foto in cui i giocatori della Nazionale della Germania si sono coperti la bocca con una mano per protestare contro il divieto di utilizzare la fascia One Love in sostegno alla comunità Lgbtq+. Un messaggio forte e significativo che mi auguro faccia riflettere.
Fabrizio Rosasco




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