La scuola limita la libertà dei ragazzi?
Andare a scuola limita la libertà dei ragazzi?
Prima o poi tutti si fanno questa domanda, prima da studenti, poi da adulti.
Secondo sei ragazzi della 1^B gli impegni scolastici sono una limite alla propria libertà, secondo altri sei sono invece indispensabili per costruire il proprio futuro, secondo altri nove non è colpa della scuola ma dei professori che hanno dei metodi didattici eccessivamente esigenti e poco coinvolgenti.
La maggioranza degli studenti sostiene che la scuola rappresenti un ostacolo alla propria libertà a causa degli impegni imposti dai professori: pomeriggi sui libri, ansie per le verifiche, notti insonni, cartelle pesanti, vestiti scomodi, ecc...
Spesso i compiti scolastici non insegnano a stare nel mondo reale, anzi a volte ti allontanano da esso. Alcuni argomenti di studio non sono utili nella vita lavorativa.
Ad esempio, a chi vuole fare il cuoco, cosa serve leggere la favola "Il lupo e il Cane" di Fedro? Cosa serve conoscere la proprietà commutativa delle operazioni?
Ricopiare sul quaderno ciò che è già stampato sul libro, dare un brutto voto se il compito non è stato svolto o se è stato fatto in maniera scorretta perché non compreso, punire con un 4 il non aver portato il materiale scolastico necessario, imporre un particolare vestiario, sono metodi efficaci?
In realtà questi metodi possono essere efficaci, perché aiutano lo studente ad avere una disciplina e uno stile ordinato e adeguato al mondo del lavoro, se sono frutto di mediazione tra l'insegnante e lo studente e seguono il motto latino di "unire l'utile al dilettevole"!
Un cuoco deve essere rigoroso, pulito e preciso nella preparazione dei piatti, quindi deve impegnarsi a scuola e seguire i consigli dei docenti.
Il dialogo tra insegnanti e studenti è fondamentale per crescere insieme.
E voi cosa ne pensate? Rispondete a questo sondaggio:
Gli studenti della classe 1^B


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