INTERVISTA IMPOSSIBILE A ... XI JINPING

 

Pechino è una città antichissima. Oggi è la quarta del Mondo con i suoi 24 516 000 abitanti. L'intera municipalità ha dimensioni pari a poco più della metà del Belgio ma ne ha più del doppio degli abitanti.


Nato nel 1953, dopo aver studiato ingegneria chimica presso l'Università Tsinghua come "studente lavoratore-contadino-soldato", Xi Jinping ha scalato i ranghi politici nelle province costiere della Cina ed è diventato presidente della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nel 2013.


Xi è il primo segretario generale del PCC nato dopo l'istituzione della Repubblica Popolare Cinese. Da quando ha assunto il potere, ha introdotto misure per rafforzare la disciplina del partito e imporre l'unità interna.


Presidente, Lei fa parte del gruppo dei Taizi, ovvero i "Principi Rossi", che riunisce i figli e i nipoti dei protagonisti della "lunga marcia" e della vittoria del 1949. Perché è entrato in politica?

Sono figlio del veterano comunista Xi Zhongxun, ho l’impegno politico nel sangue.

Da adolescente fui esiliato nella rurale contea di Yanchuan in seguito all'epurazione di mio padre durante la Rivoluzione culturale e vissi in una grotta vicino al villaggio di Liangjiahe, dove mi unii al PCC e lavorai alla segreteria locale del partito.


Nel 1912 la dinastia imperiale Qing perde il potere e si impongono i comandanti dell’esercito, i cosiddetti “signori della guerra”, che si spartiscono il Paese e sono in continuo conflitto tra di loro. A questi si oppongono le forze nazionaliste del Kuomintang, capeggiate da Chiang Kai-Shek, che riescono a trionfare e a creare una Repubblica unita.

Nel 1927 questo equilibrio si interrompe quando esplode la guerra civile tra il Kuomintang (Partito Nazionalista Cinese, KMT) e il Partito Comunista Cinese (PCC), che dura fino al 1949, quando Mao Zedong proclama la fondazione della Repubblica popolare di Cina. Circa 600.000 soldati nazionalisti di Chiang Kai-shek e due milioni di simpatizzanti si ritirano sull'isola di Taiwan, che da quel momento si separa dalla Cina continentale e diventa la Repubblica di Cina.

Ancora oggi, le due repubbliche non si riconoscono a vicenda e sono in aperto conflitto.

Nel 1961, dopo il fallimento del suo piano economico e sociale, noto come il “Grande Balzo in avanti”, e decine di milioni di morti nella Grande Carestia Cinese, le politiche di Mao Zedong sono criticate.

Per questo, nel 1962 Mao attacca i suoi oppositori e nel 1966 dà il via alla rivoluzione culturale per riprendere il comando effettivo del Partito e dello Stato. Egli mobilita i giovani per estromettere i dirigenti che lo avevano emarginato.

Il numero stimato di morti durante la Rivoluzione Culturale ammonta a circa 20 milioni.

Nel settembre 1976, Mao Zedong muore e il nuovo Leader supremo della Cina Deng Xiaoping avvia un programma per iniziare una nuova era della Cina. [NdR]


Com’è cambiata la Cina in queste decenni?

Come ripeto spesso, per capire la Cina, bisogna capire il Partito Comunista. 

Nel 2021, il Partito Comunista Cinese ha celebrato il suo centenario. In questi 100 anni, il Partito è passato dall'essere un esercito di guerriglia disordinato a uno che non solo amministrava oltre un sesto dell'umanità, ma anche trasformava una nazione impoverita nella seconda economia più grande del Mondo. 

La fine della Guerra fredda ha distrutto l'Unione Sovietica e spazzato via i regimi fraterni dell'Europa orientale, ma non il Partito Comunista Cinese (PCC), che è stato in grado di adattarsi e di creare nuove istituzioni al passo con i tempi.


La Cina ha 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, ma è in diminuzione, mentre aumenta la popolazione dell’India. 

Qual è il rapporto con questo ingombrante vicino?

Confermo quanto ho scritto nel messaggio di congratulazioni che ho inviato a Droupadi Murmu per il suo insediamento come presidente della Repubblica dell'India lo scorso 25 luglio 2022: Cina e India sono vicini importanti l'uno per l'altro. Le solide e stabili relazioni Cina-India favoriscono gli interessi dei due paesi e dei due popoli e anche la pace, la stabilità e lo sviluppo della regione e del mondo. 

Attribuisco grande importanza alle relazioni Cina-India e sono pronto a lavorare con il Presidente Murmu per rafforzare la fiducia politica reciproca, approfondire la cooperazione pratica, gestire adeguatamente le differenze e spingere le relazioni Cina-India sulla giusta strada.


Allora perché lo scorso dicembre l’India ha incrementato il suo dispiegamento di truppe lungo il confine dello stato Arunachal Pradesh conteso con la Cina a un livello senza precedenti? Il ministro degli Esteri indiano Jaishankar ha detto che gli scontri hanno avuto inizio a causa di un'invasione da parte delle truppe cinesi.

Come ha spiegato il ministero degli Esteri cinese, la situazione al confine è stabile e il dialogo tra i due Paesi è costante.


Gran parte del territorio dello stato Arunachal Pradesh è rivendicato dalla Cina in quanto parte del Tibet meridionale. La Cina non riconosce l'accordo di Simla stipulato nel 1914 fra India e Tibet. [NdR]


Recentemente molti cinesi hanno protestato contro le sue misure di contenimento della pandemia dei contagi da COVID-19. Perché la sua politica sanitaria è stata così rigida?

I casi continuavano ad essere molti: 34.980.

Gli esperti sostenevano che, con una riapertura troppo repentina, in sei mesi i contagi sarebbero saliti a 360 milioni e i morti a 600mila. 

Purtroppo, il peggioramento è avvenuto nonostante la lentezza con cui siamo entrati in questa fase nuova.

Ora non servono più tamponi negativi entro le 48 ore per poter prendere bus e metropolitana. 

Inoltre gli ospedali non devono più respingere i pazienti che non hanno un test valido: verranno sottoposti ad un tampone rapido e, a seconda dei risultati, ammessi in aree diverse dei nosocomi.

Coloro che non sono impegnati in "attività sociali", come anziani e neonati costretti a casa, non dovranno più sottoporsi a test con cadenza regolare.

Ora nei centri commerciali e negli uffici di molte metropoli ai cittadini non verrà più richiesto di mostrare all’ingresso il risultato negativo del test: basterà soltanto registrare la propria presenza tramite l’app sanitaria che tutti hanno installata sul proprio telefonino. 

Inoltre, sarà possibile viaggiare da una provincia cinese all'altra senza dover esibire un test negativo e senza dover essere testati all'arrivo. 

La Commissione Nazionale per la Sanità ha però ribadito l'importanza di accelerare la vaccinazione contro il Covid-19, in particolare tra gli anziani, categoria in cui il tasso di vaccinazione è basso. 


Queste nuove misure sono state adottate per evitare il ripetersi di tragedie avvenute nei mesi scorsi: a gennaio a Xian una ragazza ebbe un aborto dopo che le era stato negato l’ingresso in ospedale. 

Rimangono però ancora lunghe code nelle strade della capitale davanti ai centri per i test, visto che continuano ad essere obbligatori per entrare nella maggior parte dei luoghi pubblici. [NdR]


In realtà le proteste dei cosiddetti “fogli bianchi” non si sono limitate solo alla sua politica “Zero Covid”, ma anche contro il governo, al grido di “vogliamo la libertà”, “non siamo schiavi, ma cittadini”, “la libertà prevarrà”, "Xi Jinping, dimettiti" e "Partito comunista, dimettiti". 

Nuove leggi in materia di sicurezza dei dati, tutela della privacy e antitrust hanno cementato agli inizi dell’anno la presa del Partito comunista su vaste riserve di informazioni in possesso del regime. Il suo governo rispetta i diritti e le libertà dei cinesi?

Le proteste derivano dalla frustrazione della gente, principalmente studenti, dopo tre anni di pandemia.

Come ho detto al presidente del Consiglio europeo Charles Michel all’inizio di dicembre, la Cina è disposta a tenere il dialogo con l’Ue sui diritti umani sulla base dell’uguaglianza e del rispetto reciproco.


Dalla provincia dello Yunnan a Sud-ovest, a Pechino, da Guangzhou, meglio conosciuta come Canton, a Shanghai, dalla contea di Wuyuan a Wuzhen, nella provincia di Zhejiang, si estendono le proteste, le più partecipate dal 1989, nate in opposizione alla politica zero-covid, ma ormai anche contro il governo.

I manifestanti, tra cui studenti in varie università, espongono fogli di carta bianchi oppure leggono la Costituzione per aggirare la censura ed evitare di essere arrestati. Altri accendono candele e depositano fiori per le vittime a Urumqi - la capitale della Regione autonoma dello Xinjiang, nel nord-ovest del Paese - dove le autorità sono state incolpate per la morte di 10 persone in un incendio a causa dei ritardi nei soccorsi causati dalle regole contro il covid.

Fogli di carta bianchi erano stati sventolati già a Hong Kong nel 2020 per evitare la censura e quest’anno anche a Mosca per protestare contro l’invasione dell'Ucraina. Ma in Cina il bianco è anche il colore associato al lutto. [NdR]



Le proteste sono iniziate il 25 novembre scorso a seguito della diffusione di alcuni video che mostravano le difficoltà dei soccorritori nell’assistere le vittime di un incendio scoppiato il giorno prima in un edificio residenziale di Urumqi, capitale della regione autonoma dello Xinjiang, area ad alta tensione per le politiche repressive ai danni della minoranza musulmana uigura. A determinare la lentezza dell’intervento e la morte di dieci persone sarebbero state le misure “zero Covid”.

Come risponde a chi pensa che la sua politica sanitaria sia un pretesto per tagliare fuori la Cina dal Mondo e reprimere le libertà dei suoi cittadini?

Le autorità regionali hanno avviato un'indagine approfondita sull'incendio mortale e hanno promesso di consegnare alla giustizia coloro che sono sospettati di inadempienza. Si sospettano forze con secondi fini che sfruttano le rigide misure contro il Covid per altri obiettivi.


Perché, nel 2018, ha abolito i limiti del mandato presidenziale, assicurandosi di poter governare a tempo indeterminato?

Per continuare il mio duro lavoro alla guida del paese e per raggiungere i nuovi obiettivi e rendere la Cina una potenza.

Abbiamo davanti a noi un cammino arduo ma sapremo arrivare alla meta, non ci faremo spaventare da perigliose tempeste.

Il popolo sarà sempre con noi e continueremo a lavorare duramente per costruire una vita migliore.


Come sarà la Cina del futuro? 

Nel 2030 la Cina supererà gli Stati Uniti nella sfida per la leadership globale e, grazie alla Nuova Via della Seta, sarà il maggior protagonista dei mercati di beni e servizi nell’Eurasia, dal Pacifico all’Atlantico. Questa iniziativa raggruppa 149 Paesi in tutto il mondo ed è fondamentale per lo sviluppo globale e la sicurezza globale.


La sicurezza è alla base anche delle nuove forme di controllo politico, tra le quali le più inquietanti riguardano il riconoscimento delle emozioni e la profilazione razziale, oppure servono solo per ridurre le libertà dei cinesi? 

Certo! Le nuove leggi in materia di sicurezza dei dati e di tutela della privacy servono per formare una società più sicura.


Come spiegano Josh Chin e Liza Lin nel loro articolo in “Domani” del 3 dicembre scorso, la Cina ha proseguito, con piani da trilioni di dollari, la costruzione di un numero sempre maggiore di infrastrutture che si propongono di perfezionare i sistemi di raccolta dati, i laboratori di ricerca sull’intelligenza artificiale, i ripetitori della telefonia mobile e i semiconduttori.

Il partito ha dato spazio anche alle startup che sperimentano forme di sorveglianza ancora più estreme e discutibili. Fra queste, la più inquietante è forse il riconoscimento delle emozioni. Nonostante varie ricerche dimostrino che le espressioni facciali non sono universali e non possono essere affidabilmente utilizzate per afferrare gli stati emotivi, diverse aziende hanno tentato di fare proprio questo, con gradi di precisione prossimi all’80 per cento. Le aziende hanno collaborato con gli uffici di pubblica sicurezza cinesi, usando i filmati degli interrogatori di polizia per addestrare gli algoritmi a rilevare microespressioni da utilizzare per identificare gli «individui pericolosi» e i «gruppi ad alto rischio» senza precedenti penali. Più di un’azienda ha propagandato queste tecniche nelle scuole, dove consentirebbero agli insegnanti di dividere gli studenti in categorie tipo «il falsamente serio», quello che «ascolta attentamente le lezioni [ma ha] brutti voti» e così via. [NdR]


Poco fa ha detto che il suo obiettivo è superare gli Stati Uniti nella leadership globale. Per questo lo scorso 4 febbraio ha incontrato Putin al termine dei Giochi invernali e ha parlato di “alleanza senza limiti” e non ha condannato l’aggressione all’Ucraina?

La guerra in Ucraina non favorisce gli interessi cinesi, quindi sono molto preoccupato dall’attuale situazione. 


Quale soluzione vede alla guerra in Ucraina?

Bisogna risolvere la crisi in Ucraina con mezzi politici, è nel migliore interesse dell’Europa e di tutti i Paesi dell’Eurasia: nella situazione attuale è necessario evitare l’escalation e l’espansione della crisi, insistere nel persuadere alla pace e nel promuovere colloqui, nel controllare l’impatto di ricaduta della crisi e nell’essere vigili contro i rischi in campo.


Se la campagna militare russa contro l’Ucraina rivela la volontà della Russia di cambiare gli equilibri in Europa, la politica estera della Cina mostra la necessità di ottenere il controllo delle isole strategicamente più rilevanti dell’Oceano Pacifico.

Nel 2013 la Cina ha superato l’Australia nella classifica degli scambi commerciali e di aiuti con le isole del Sud Pacifico e della Melanesia e Kiribati e le isole Salomone hanno ritirato il riconoscimento diplomatico di Taiwan.

Lo scontro con l’Occidente sarà inevitabile?

Il Pacifico non è il cortile di nessuno, quindi la Cina ha il diritto di instaurare rapporti diplomatici ed economici che quest’area.

La Cina è pronta a collaborare con gli Usa per trovare il modo giusto per andare d’accordo nella nuova era sulla base del rispetto reciproco, della coesistenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutti.

In quanto grandi potenze, il rafforzamento della comunicazione e della cooperazione tra Cina e Stati Uniti aiuterà ad aumentare la stabilità e la certezza globali e a promuovere la pace e lo sviluppo nel mondo. In questo modo non sarà solo un bene per entrambi i paesi, ma anche per il mondo.



Come risolverà la rivalità con gli stati vicini per il controllo delle isole Paracel e Spratly?

Con la diplomazia. In particolare considero la relazione con le Filippine prioritaria e sono disposto a gestire adeguatamente le controversie marittime attraverso consultazioni amichevoli.



Utilizzerà la diplomazia anche con Taiwan?

La questione di Taiwan è al centro degli interessi fondamentali della Cina e della base dei rapporti tra Cina e USA. Chiunque cercherà di separare Taiwan dalla Cina violerà gli interessi fondamentali della nazione cinese; il popolo cinese non permetterà assolutamente che ciò accada! Speriamo di vedere, e ci impegniamo da sempre, la pace e la stabilità, ma la pace e l'indipendenza di Taiwan sono inconciliabili come l'acqua e il fuoco.


Come spiega Maurizio Molinari nel suo ultimo libro “Il ritorno degli imperi” (2022), dall’inizio della guerra in Ucraina la pressione militare cinese su Taiwan è andata crescendo e gli Stati Uniti hanno dichiarato che “useranno la forza se Taiwan dovesse essere aggredita”.

Taiwan è una piccola isola di 24 milioni di abitanti situata ad appena 160 chilometri dalle coste cinesi, dove dal 1949 si sono rifugiati gli esponenti del partito nazionalista cinese sconfitti dalla rivoluzione comunista di Mao. Da allora sono nati due repubbliche cinesi opposte e rivali.

Oggi Taiwan è importante perché è diventata leader mondiale nella produzione di semiconduttori, necessari per far funzionare i supercomputer che in tutto il mondo registrano una carenza di microchip.

Quando ad agosto Nancy Pelosi, presidente della Camera dei Rappresentanti di Washington, sbarca a sorpresa a Taipei, capitale di Taiwan, con un aereo ufficiale del governo, testimonia la volontà del Congresso di sostenere l’indipendenza e la democrazia dell’isola a dispetto delle minacce cinesi. [NdR]


La situazione è critica e preoccupante.

Ringrazio il presidente per avermi raccontato il suo Paese ed esposto il suo punto di vista sulle numerose questioni difficili da affrontare.


Fabrizio Rosasco 

Referente del progetto Dia.Pa.So.N.








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