INTERVISTA IMPOSSIBILE A ... SANDRO PERTINI
Dove sei nato?
Sono nato a Savona il venticinque settembre del 1896 da una famiglia benestante.
Che ruolo hai avuto nella prima guerra mondiale?
Nonostante fossi contrario alla guerra fui chiamato a partecipare come soldato semplice e poi successivamente venni nominato tenente. Mi distinsi per il coraggio e l’eroismo nelle battaglie di Caporetto, Isonzo, Bainsizza. Mi venne conferita la medaglia d’argento al valor militare per il coraggio e l’eroismo dimostrato.
Perché ti sei iscritto al partito soci e socialista? e come cambiò la tua vita con l’ascesa del fascismo?
Con il termine della guerra nel 1918 mi iscrissi al partito socialista italiano perché volevo l’abolizione delle classi sociali e perché era un partito legato alla classe operaia che per me era una spetto importante.
E con l’ascesa del regime fascista in Italia nell’autunno del 1922 fui ripetutamente picchiato e umiliato per la mia fede socialista e per il mio comportamento antifascista.
Come hai vissuto il trauma dell’esilio? E dove l’hai trascorso?
Ero stato condannato a 4 anni di esilio fui dunque costretto abbandonare l’Italia scappando in Francia nell’autunno del 1926 insieme al mio maestro Filippo Turati, il leader del movimento socialista italiano.
Aveto lavorato in Francia, cosa hai fatto?
Per mantenermi feci diversi lavori come: lava taxi, imbianchino e il muratore.
Quando e perché hai deciso di tornare in Italia?
Avevo deciso di tornare in Italia nel 1929 sotto falso nome per provare a ricreare una rete socialista
e progettai anche un attentato a Mussolini, che però non misi mai in atto.
Quando venni arrestato? E in che carcere sei stato portato?
Venni arrestato a Pisa il 30 novembre 1929 e venni condannato dal tribunale speciale a 10 anni
e 9 mesi di reclusione che sconterò inizialmente nel carcere di Santo Stefano nella stessa cella di settembrini.
Qual è il momento più duro della tua permanenza in carcere?
È quando mi ammalai di tubercolosi e venni di conseguenza trasferito il 10 dicembre 1930 nella casa penale di turi, ma da questo grande ostacolo sono riuscito a conoscere uno dei miei amici più cari Antonio Gramsci uno dei fondatori del partito Comunista italiano.
Quando e perché sei stato scarcerato?
Venni scarcerato nel luglio del 1943 in seguito all’ arresto di mussolini.
E che cosa hai fatto dopo essere stato liberato?
Aderii al partito di liberazione nazionale dove costui la formazione Matteotti, ma successivamente venni nuovamente arrestato il 16 ottobre 1943, dove conobbi il futuro presidente della repubblica Giuseppe Saragat.
Perché venni arrestato?
Venni arrestato dalle SS tedesche e ci portarono nel carcere di Regina Coeli dove venni condannato a morte.
Come vi siete salvati? e chi vi ha salvati?
Ci siamo salvati grazie alla brigata Matteotti che ci liberò il 24 gennaio 1944.
Qual è stato uno dei tuoi discorsi più famosi?
Uno dei mie discorsi più celebri è stato Il 25 aprile 1945 quando diedi un messaggio alla radio di liberazione a Milano e invocai i milanesi a resistere e scioperare.
Cosa hai fatto nel dopoguerra?
Nel dopoguerra sono tornato a Savona dove ho riorganizzato il partito socialista.
Che politica hai adottato?
Una delle mie caratteristiche politiche contro alla guerra che dimostrerò nel voto contro l’adesione dell’Italia nella NATO nella seduta in senato del 27 marzo del 1949.
Che giornale hai diretto e per quanto tempo?
Ho diretto il giornale “Avanti!” dall’ agosto del 1946 al gennaio del 1947 e dal maggio del 1949 al agosto del 1951.
Che ruolo hai avuto nella politica italiana?
Il 5 giugno 1968 venni eletto presidente della camera dei deputati e dopo anni di campagna politica verrò eletto presidente della repubblica il 9 luglio del 1978 che terminerò nel 1985.
Come sei morto?
Sono morto il 24 febbraio 1990 a causa di una complicanza dovuta a una caduta, lasciando un vuoto enorme nel partito Socialista Italiano e nei cittadini italiani.
Pietro Gaggioni (3^TrB)



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